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Elezioni in Lussemburgo, Juncker ci riprova

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Elezioni in Lussemburgo, Juncker ci riprova

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Consegnare un nuovo mandato nelle mani del cristiano democratico Jean Claude Juncker, primo ministro da 18 anni, o far soffiare un vento nuovo? I circa 240 mila elettori lussemburghesi lo chiariranno in poche ore.

Certo l’aria è cambiata. Il voto di domenica 20 ottobre è arrivato in anticipo di sette mesi perché i socialisti hanno tolto il tradizionale appoggio all’esecutivo.

“Queste elezioni sono un po’ diverse dal solito. Succede solo due o tre volte al secolo che un governo non termini il suo mandato. Questo è uno di quei casi. Ma io ho fiducia nell’elettorato e stasera proveremo ad avere una coalizione e poi un governo” ha detto, dopo aver votato, Jean Asselborn, ministro degli Esteri uscente, socialista.

I socialisti hanno rotto l’alleanza per lo scandalo relativo all’indebita opera di spionaggio dell’intelligence ai danni di politici e popolazione. Non avrebbero intenzione di ricomporre la frattura ma, se i voti lo permetteranno, di accordarsi con liberali e verdi. I seggi in Parlamento sono 60. Nella scorsa legislatura i cristiano democratici (Csv) ne avevano 26.

“Nelle ultime settimane – spiega l’inviato di euronews, Sandor Ziros, era proibito diffondere sondaggi in Lussemburgo, dunque queste elezioni possono essere davvero interessanti. Inoltre determineranno il futuro di Jean Claude Juncker, il premier europeo in carica da più lungo tempo”.