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Svizzera, verso la fine del segreto bancario

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Svizzera, verso la fine del segreto bancario

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Il segreto bancario, un’antica istituzione tra i cantoni della Confederazione elvetica, avrebbe i giorni contati.

In relativa sordina il governo svizzero è stato infatti il 58esimo Paese a firmare l’adesione alla “convenzione multilaterale riguardante l’assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale”.

Dietro questo nome altisonante si nasconde un trattato dell’Ocse imperniato sulla lotta all’evasione.

Le autorità dei Paesi firmatari potranno scambiarsi informazioni per dare la caccia a coloro che hanno spostato i propri patrimoni per nasconderli al fisco.

Un vero e proprio colpo per il sistema bancario svizzero: il Paese è infatti il primo polo d’attrazione di capitali offshore del pianeta, con dimensioni stimate che superano i 2 mila miliardi di dollari.

Presto, però, per brindare alla salute della trasparenza: il testo dovrà passare al vaglio del Parlamento di Berna e, fanno notare le ONG impegnate contro l’evasione, di solito il processo prende molto tempo, specialmente nei cosiddetti “paradisi fiscali”.

Se approvato, però, potrebbe entrare in vigore già dal primo di novembre, permettendo alle autorità svizzere di penetrare il velo di segretezza di giganti come UBS e Credit Suisse e di fornire nomi e numeri dei correntisti agli inquirenti.