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Francia: sindaci non possono rifiutarsi di sposare coppie gay

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Francia: sindaci non possono rifiutarsi di sposare coppie gay

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Gli omosessuali francesi cantano vittoria. Tutti i sindaci, anche quelli che si dichiarano obiettori, sono obbligati a celebrare le nozze tra le coppie gay. Lo ha deciso il Consiglio Costituzionale non riconoscendo la libertà di coscienza.

Non potranno più rifiutarsi, in nome delle proprie convinzioni morali, di celebrare il “sì” tra due uomini o due donne.

“Da un lato abbiamo ricordato la libertà di coscienza, garantita dalla nostra Costituzione. Poi ci è stato detto di applicare la legge e che siamo agenti statali, quindi dobbiamo applicarla – sostiene Franck Meyer, sindaco del comune di Sotteville-sous-le-Val – Sì, siamo agenti di Stato, ma non siamo funzionari, siamo i rappresentanti locali e stiamo eletti sulla base delle nostre convinzioni”.

Dopo scontri di piazza e un lungo e acceso dibattito in Parlamento, il primo matrimonio tra gay è stato celebrato lo scorso 29 maggio, a Montpellier. Da allora, circa 600 matrimoni tra persone dello stesso sesso si sono tenuti in Francia, l’1% circa del totale.

“I gruppi anti matrimonio gay hanno perso anche questa battaglia – Mathieu Nocent, portavoce del movimento Lgtb – Devono arrendersi all’idea che la legge è questa e che le persone dello stesso sesso ora possono sposarsi”.

Gli oppositori fanno sapere che sottoporranno il caso alla Corte europea dei diritti umani. Secondo un sondaggio, il 54% dei francesi approva il principio dell’obiezione di coscienza.