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Cina, nel terzo trimestre l'economia torna a ruggire

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Cina, nel terzo trimestre l'economia torna a ruggire

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Shenzhen, megalopoli di 13 milioni di abitanti sorta praticamente dal nulla a partire dagli anni ottanta, ben incarna il modello di sviluppo cinese: investimenti titanici che hanno prodotto crescite a doppia cifra.

Con la crisi finanziaria globale, il Paese ha deciso di dipendere meno dalle esportazioni all’estero e di focalizzarsi sui consumi interni, tollerando un certo rallentamento della crescita.

Eppure, nel terzo trimestre Pechino è comunque riuscita a mettere a segno uno scatto rispetto alla prima metà dell’anno, con il 7,8% di crescita.

Ma gli esperti avvertono: la “ristrutturazione” prenderà ancora molto tempo.

“Mi aspetto che, forse non troppo presto, nei prossimi due o tre anni, cominceremo a vedere una decelerazione nella crescita del Pil ad una dinamica più lenta ma sostenibile, circa del 5-6%”, commenta Andrew Economos di JP Morgan.

Nonostante da inizio anno i consumi siano aumentati del 46%, gli investimenti (nell’immobiliare, soprattutto) la fanno ancora da padrone.

Per l’ultimo trimestre, intanto, gli esperti prevedono una nuova frenata della crescita. Le esportazioni sono sotto pressione per via della rivalutazione dello yuan, che le rende meno competitive. Con lo scatto dell’inflazione, inoltre, a settembre, la banca centrale potrebbe stringere le redini del credito.