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USA: accordo sul bilancio; ma quale sarà lo scenario da gennaio?

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USA: accordo sul bilancio; ma quale sarà lo scenario da gennaio?

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Stefan Grobe, il nostro corrispondente a Washington, si trova a Capitol Hill, sede del Congresso americano, dove è stato raggiunto l’accordo bipartisan tra i leader democratici e repubblicani del Senato Harry Reid e Mitch McConnell. Intesa che dovrebbe far riaprire l’amministrazione, alzare il tetto del debito e aprirebbe la strada per nuovi colloqui sul bilancio. Una buona notizia certo, ma l’intesa permetterà di alzare il tetto del debito solo fino all’inizio del prossimo anno.

Insieme a Grobe, Tahman Bradley, giornalista della ABC News.

Stefan Grobe, euronews: “Chi sono i vincitori e gli sconfitti di questa battaglia?”

Tahman Bradley: “Da un punto di vista prettamente politico, i vincintori assoluti sono i Democratici e la Casa Bianca. Pensate a quello che è successo, una piccola fazione del partito repubblicano, i membri del Tea Party, hanno tentato di utilizzare il loro voto per frenare il governo, far pagare il conto della nazione in tasse, in qualche modo cercando di tenere sotto scacco il Presidente Obama appellandosi alla legge sulla riforma della sanità. Non ci sono riusciti. Sono stati costretti ad arrendersi senza condizioni.”

euronews: “Questa situazione di stallo è stata ha una specie di procedura standard, ha bloccato per diverse settimane e mesi Washington. Forse proprio l’enorme disapprovazione pubblica e la crisi hanno poi cambiato il corso delle cose”.

Tahman Bradley: “Domanda interessante! Il presidente Obama in un’intervista ha dicharato che i repubblicani hanno capito il messaggio e non hanno intenzione di provare di nuovo a fare questo gioco. Forse, perô, a gennario o a febbraio ci ritroveremo nella stessa identica situazione. Questo accordo è solo un’intesa a breve termine, a gennaio si dovrà trattare nuovamente sulla questione dei finanziamenti e si dovra’ alzare di nuovo il tetto del debito nel mese di febbraio. Ma ci sono lobby che hanno fatto sapere che non si arrendono in questa lotta sul diritto all’assistenza sanitaria voluta del Presidente, anche dopo tutto questo. “