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Frieze Art Fair, nel cuore dell'arte contemporanea

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Frieze Art Fair, nel cuore dell'arte contemporanea

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Dal cuore di Regent’s Park, a Londra, va in scena Frieze, la fiera d’arte contemporanea che riunisce i lavori dei più celebri artisti del mondo. Saltano subito all’occhio, e non solo per le dimensioni decisamente fuori misura, i lavori dell’artista americano Jeff Koons.

Tra le novità, la crescente presenza di opere provenienti dall’Africa, a cui sono state dedicate due gallerie con i lavori degli artisti più in vista.

Dalla “Gomma a terra” di Gavin Turk, il percorso verso la Gran Bretagna è ben rappresentato da “Flag 1”, una bandiera interamente fatta di giocattoli in plastica del sudafricano Willem Boshof, e dall’installazione “Viaggi” del beninese Meschac Gaba. Le radici sono meglio incarnate dalle stampe di William Kentridge, disegnatore originario di Johannesburgh.

“Il mercato e i media stanno sviluppando un interesse, ma credo che gli artisti già ci fossero”, commenta Matthew Slotover, direttore di Frieze. “Le persone oggi cercano in tutto il mondo, sanno che c‘è l’America Latina, che c‘è il Medio Oriente, che c‘è l’Asia. L’Africa è l’ultimo continente ancora, in qualche modo, ragionevolmente da scoprire”.

A riprova che neanche una stanza da letto è al sicuro dall’eruzione di creatività dell’artista, l’installazione “I am intact and I don’t care” della francese Lili Reynaud-Dewar.

L’artista americano Ken Okiishi ha preferito lasciarsi ispirare dal tema della fiera, l’interconnessione tra i concetti di gioco e controllo.

Il risultato è un’opera in cui una serie di fucili ad aria compressa sparano sistematicamente pallottole di vernice contro i muri di sintetico dell’installazione.

“È un modo per creare una sorta di camera di compressione, del modo in cui la fiera viene vista e delle differenti cose che accadono qui”, spiega Okiishi. “E poi, nel modo in cui l’intera cosa è proiettata, si tratta anche di entrare nei dispositivi attraverso i quali vediamo le cose e con cui proiettiamo le cose”.

In un’altra ala della fiera, nuovi Jean-Michel Basquiat crescono. L’artista colombiano Oscar Murillo fino a due anni fa faceva le pulizie negli uffici per pagarsi la scuola d’arte.

Oggi opere come “574”, in esposizione allo stand del gallerista londinese David Zwirner, possono raggiungere un prezzo di 150 mila dollari.

“È uno di quegli astri nascenti del mondo dell’arte, arrivato da una relativa oscurità”, commenta Ossian Ward, curatore della Lisson Gallery ed ex critico d’arte di Timeout Magazine. “Essere promossi da una galleria giovane e molto buona, arrivare con un balzo ad una galleria più grande – e questo comporta un salto nei prezzi e nella fama -, e avere un’esposizione in corso alla South London gallery… c‘è una sorta di congiunzione astrale, se volete, fatta di interesse nei suoi confronti”.

La fiera d’arte “Frieze” è giunta ormai alla sua undicesima edizione e anche quest’anno sono previste decine di migliaia di visitatori.

Creata nel 2003 dai fondatori dell’omonimo periodico, la manifestazione ospita oltre 150 gallerie d’arte provenienti da tutto il mondo. Trenta i Paesi rappresentati, tra cui l’Italia, presente con 12 esposizioni.