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Usa verso il default. Politica ancora divisa

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Usa verso il default. Politica ancora divisa

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Fissare inderogabilmente al 7 febbraio l’estensione dell’innalzamento del debito e riaprire le agenzie federali fino al 15 dicembre, anziché fino a metà gennaio.

Questi i punti cardine del nuovo piano repubblicano per la Camera dei Rappresentanti.

Una versione rivista, rispetto a quella già presentata in giornata, con cui lo speaker John Boehner spera di ricompattare il partito e strappare il consenso anche della recalcitrante ala dura dei repubblicani.

Poche ore prima lo stesso Boehner aveva gelato gli entusiasmi della vigilia, parlando di partito ancora diviso.

La precedente versione del piano era stata bollata da Obama come “ricattatoria”.

Provvedimento della discordia, in particolare, quello che prevedrebbe la soppressione delle sovvenzioni federali di cui si avvalgono i membri del Congresso e i loro collaboratori, per finanziare la propria assicurazione sanitaria.

Una misura che i democratici contestano, perché ritengono andrebbe a detrimento anche di personale dal reddito relativamente modesto.

“Repubblicani estremisti della Camera dei Rappresentanti – tuona dal Senato lo speaker democratico Harry Reid – stanno provando ad affondare i progressi del Senato con un piano che al Senato non può e non deve passare”.

Ormai appena una manciata le ore che separano dal 17 ottobre, sinonimo di default.