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USA rischiano downgrading anche senza default

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USA rischiano downgrading anche senza default

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Stefan Grobe, euronews:

“Confronto finale sullo shutdown a Capitol Hill, nell’ultimo giorno utile. Mancano poche ore al momento in cui gli Stati Uniti raggiungeranno il tetto del debito e non avranno più liquidità. Sono qui davanti a Capitol Hill in uno degli uffici del Congresso con il nostro collega Tahman Bradley di ABC News.
Tahman, molta gente nel mondo si chiede cosa stia succedendo in America, perché questo Paese sia diventato così anomalo. Hai mai visto una situazione simile prima?”

Tahman Bradley, ABC News:

“No, Stefan. È la cosa peggiore che sia mai successa. Abbiamo una lunga tradizione in questo Paese di governi divisi, ma questo va molto oltre: qui è il partito repubblicano che è diviso. Il Tea Party, una piccola corrente del partito, ha provocato questo shutdown e il rischio di default. Hanno detto: “o si fa a modo nostro o niente”. Non esiste più il compromesso qui a Washington, entrambe le parti sono ferme sulle loro posizioni. Ecco perché l’amministrazione non è in grado di funzionare e nemmeno di restare aperta. Un atto basilare, come approvare un bilancio per finanziare l’amministrazione, è stato tenuto in ostaggio dal Tea Party nel suo tentativo di scardinare la legge sul sistema sanitario voluta dal Presidente. Una legge che era stata dibattuta e approvata dal Congresso e aveva avuto il via libera dalla Corte Suprema, ma il Tea Party ha detto che voleva disfarla e si è intestardito.”

euronews:

“Guardando avanti, cosa succederà domani sui mercati mondiali?”

Tahman Bradley:

“I mercati globali potrebbero essere sbalorditi. Se anche si raggiunge questo accordo al Senato per evitare il default, c‘è ancora il rischio che gli Stati Uniti possano essere declassati. Lo abbiamo visto due anni fa, quando c’era sempre una politica del rischio calcolato, e il rating del credito statunitense è stato declassato. Anche con un accordo al Senato torneremo ad assistere ad altri scontri a dicembre e gennaio, quindi cambia poco.”