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Usa, a un passo dal default. Quali le eventuali conseguenze?

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Usa, a un passo dal default. Quali le eventuali conseguenze?

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Cosa succederà alla fine del conto alla rovescia? Toccato il tetto del debito fissato dalla legge al Segretario al Tesoro americano Jack Lew non resterà che dichiarare l’impossibilità ad indebitarsi ulteriormente.

A quel punto al governo di Washington rimarranno solo 30 miliardi di dollari costituiti da riserve ed entrate fiscali.

Ad ogni fattura in arrivo (pagamenti di interessi o bond arrivati a maturazione) il rischio di essere insolvente aumenterà e la prima conseguenza di un default tecnico prevista dagli analisti sarà il crollo del mercato azionario globale.

Nel 2011 la sola prospettiva aveva sottoposto il mondo finanziario ad un notevole stress: “Dicono che le banche centrali e i governi stiano mettendo a punto piani di emergenza per cercare di mitigare gli effetti di un default tecnico, ma da qui in poi siamo in acque sconosciute”, commenta Mike Ingram di BGC Partners.

“A memoria d’uomo – sottolinea – tutto ciò non si è mai verificato nella storia degli Stati Uniti”.

Per gli esperti l’onda d’urto non tarderà a colpire l’economia reale e, presto, il mondo potrebbe affrontare una nuova crisi pari a quella del 2008.

A parte gli effetti devastanti sulla fiducia dei consumatori, infatti, gran parte della ricchezza delle famiglie è investita in prodotti finanziari, mentre la spesa delle imprese si finanzia con l’indebitamento.

Il crollo azionario e il balzo improvviso dei costi di rifinanziamento renderebbero dunque i principali attori del sistema economico restii a spendere.

La seconda tessera del domino, stando alle previsioni, saranno i fondi nel mercato monetario.

In caso di insolvenza statunitense gli investitori, spaventati dal crollo del dollaro, faranno a gara per riavere i propri soldi. Ma smobilizzare così tanto denaro impiegherà del tempo e, presto, la corsa potrebbe essere (come visto in passato) verso gli sportelli delle banche.

Qualcuno fallirà. Gli altri, prima di ricominciare a prestare denaro, ci penseranno un bel po’. Con la stretta creditizia, ecco, ancora una volta, il circolo vizioso.