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Priebke ad Albano: calci, pugni e funerale interrotto

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Priebke ad Albano: calci, pugni e funerale interrotto

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Tensione alle stelle e contestazioni ad Albano Laziale, alle porte di Roma, dopo lo strappo dei lefevriani che sfidando il Vicariato, hanno aperto la loro confraternita alle esequie di Priebke.

Il feretro del boia delle Fosse Ardeatine è stato accolto a calci, pugni e grida di “assassino”.

Poi l’interruzione della cerimonia, quando è stato vietato l’ingresso nella Cappella del Sacro Cuore a un drappello d’estremisti di destra. La rabbia del Sindaco Nicola Marini che si è visto revocare da Roma l’ordinanza con cui aveva vietato il transito della salma sul territorio comunale:

“Questa città non merita una tale offesa – dice -. E’ una ferita lancinante. CI dovrebbe anche essere rispetto per le innumerevoli perdite di vite umane, che la nostra città ha pagato durante la guerra di liberazione”.

Con i funerali che dovranno forse essere ripetuti, nessuno sembra intanto volere la scomoda salma di Priebke.

Dopo il fermo no di Roma, dell’Argentina in cui aveva trovato rifugio e della sua stessa Germania, il viaggio di quello che il lefevriano Don Abrahamovicz ha martedì chiamato “un amico e un soldato fedele”, dovrebbe a questo punto concludersi al crematorio del Cimitero di Prima Porta.

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(2) Tensione alle stelle e contestazioni ad Albano Laziale, alle porte di Roma, dopo lo strappo dei lefevriani che sfidando il Vicariato, hanno aperto la loro confraternita alle esequie di Priebke. (11/12)

(14) Il feretro del boia delle Fosse Ardeatine è stato accolto a calci, pugni e grida di “assassino”. (5/5)

(19) Poi l’interruzione della cerimonia, quando è stato vietato l’ingresso nella Cappella del Sacro Cuore a un drappello d’estremisti di destra. La rabbia del Sindaco Nicola Marini che si è visto revocare da Roma l’ordinanza con cui aveva vietato il transito della salma sul territorio comunale: (15/15)

(34 sot sindaco) “Questa città non merita una tale offesa – dice -. E’ una ferita lancinante. CI dovrebbe anche essere rispetto per le innumerevoli perdite di vite umane, che la nostra città ha pagato durante la guerra di liberazione”.

(46) Con i funerali che dovranno forse essere ripetuti, nessuno sembra intanto volere la scomoda salma di Priebke. Dopo il fermo no di Roma, dell’Argentina in cui aveva trovato rifugio e della sua stessa Germania, il viaggio di quello che il lefevriano Don Abrahamovicz ha martedì chiamato “un amico e un soldato fedele”, dovrebbe a questo punto concludersi al crematorio del Cimitero di Prima Porta. (23/25)