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L'Europa ad un bivio: politici e intellettuali presentano proposte per sbloccare l'UE

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L'Europa ad un bivio: politici e intellettuali presentano proposte per sbloccare l'UE

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E’ ‘ uno sguardo acuto e critico sull’Europa che personalità del mondo politico culturale e mediatico hanno presentato al Bozar, il centro delle belle arti di Bruxelles, in un evento organizzato dal giornale Le Nouvel Observateur. Per tre giorni hanno discusso della loro visione d’Europa e hanno proposto delle soluzioni”

A sette mesi dalle elezioni europee, si è discusso di liberalismo e crescita, di populismo e di cultura. In tutto diciotto dibattiti. Per Laurent Joffrin, il direttore del Nouvel Observateur, l’Europa dei ventotto stati, burocratica e irragiungibile ha bisogno prima di tutto di un volto comune: “Se c‘è qualcuno che ha incarnato l’Europa, lo conosciamo bene, è Jacques Delors. La gente era a favore o contro, ma sapeva chi era. Poi, visto che i governi nazionali non vogliono nominare una personalità troppo forte, vogliono qualcuno di secondo rango per non far loro ombra, i poteri e la visibilità sono stati diluiti. La gente ha la sensazione che l’Europa non sia democratica”

Jacques Delors, Ex presidente della Commissione europea: “Oggi c‘è un presidente della Commissione e un presidente del Consiglio europeo. Mi chiedo se sisa ragionevole avere due personaggi, al di là del ruolo di negoziatore molto importante che ha avuto il signor Van Rompuy che è una personalità promininente- in realtà quindi si elegge metà presidente della Commissione”.

Alle prossime elezioni si eleggerà il proprio deputato preferito, ma anche il candidato alla presidenza della commissione collegato al gruppo politico del deputato indicato.

Per Bernard Guetta, opinionista bisogna trovare altre soluzioni per ricollegare l’Europa ai cittadini: “Ci si puo’ battere insieme sulla questione del dumping socialie, sulla questione ecologica e monetaria difronte ai grandi concorrenti, e cosi’ la gente vedrà che siamo piu’ forti nei confronti della Cina se siamo uniti a 28 or a 17, nella zona euro, piuttosto che da soli”

Sylvie Goulard, Eurodeputata liberale:
“La gestione della zone euro, l’unione bancaria, non fa sognare nessuno. Al contrario se l’Europa desse un assegno per l’educazione a tutte le famiglie per fare dei corsi di lingua ai figli, per finanziare un viaggio o un Erasmus, allora potremmo ridare vita al progetto europeo”

I sondaggi per le prossime elezioni europee tuttavia annunciano una forte crescita degli euroscettici.

Bisogna stare attenti a non andare a sbattere, sottolinea il filosofo radicale Michel Onfray: “La vecchia logica dei paesi stalininsti era di dire se ci sono dei problemi nell’Unione sovietica è perché non è abbastanza sovietica e bisognava renderla ancor piu’ sovietica. Si fa la stessa cosa con l’Europa, si dice, se ci sono problemi è perché l’Europa non è abbastanza europea. Siate ancor piu’ europei e i problemi scompariranno. “

Per ridefinire l’Europa e salvarla dal naufragio, bisogna cominiciare a ricordarsi di cio’ che la distingue dal resto del mondo, secondo Pascal Lamy, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio:

Pascal Lamy, ex direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio: “Gli europei tollerano meno le disuguaglianze tra i cittadini rispetto ad altre zone del pianeta come gli Stati uniti o la Cina e penso che l’identità europea sia nei sistemi sociali. Ma ci vuole l’ 1% di crescita in piu’. Se non si riesce, gli europei sono in pericolo, è in pericolo l’identità europea stessa”.
Peter Schneider, scrittore tedesco ribadisce: “Abbiamo molto piu’ capitalismo umano che in America, un sistema di educazione e di sanità libero. Obama è chiamato comunista perché vuole introdurre solo un po’ di sistema pubblico sanitario. Abbiamo un continente privilegiato e non lo difendiamo, non difendiamo i nostri valori, quelli dell’Illuminismo”

Dopo tre giorni di dibattiti, non ci sono rimedi miracolo o risposte pronte, ma una fotografia dell’Unione europea, e una constatazione: non è idealizzandola che la si fa crescere.