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Kiev, a metà strada tra este ovest

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Kiev, a metà strada tra este ovest

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Cresce il forcing europeo sul presidente ucraino Viktor Yanukovich per rimuovere l’ostacolo che si frappone tra unione e Ucraina alla firma dell’accordo di libero scambio e associazione.

L’ostacolo si chiama Julia Timoshenko, come ha riconosciuto lo stesso presidente.

Viktor Yanukovich, presidente ucraino:

Dobbiamo affrontare la questione più spinosa. Si tratta del problema Timoshenko.

L’ex premier Julia Timoshenko ha trascorso due anni di carcere, in un ospedale dove è sottoposta a trattamenti per curare un’ernia del disco.

Berlino ha proposto una soluzione per uscire dall’impasse: ribadita dal ministro degli Esteri Guido Westerwelle giovedì nella capitale ucraina.

Guido Westerwelle:
“Abbiamo proposto che la signora Timoshenko sia ricoverata in Germania. La proposta è ancora valida e si tratta di un contributo che può portare a una soluzione”.

Kiev subisce anche il pressing di Mosca che le chiede di entrare a far parte dell’Unione doganale, cui partecipa anche Bielorussia e Kazakhstan.

In agosto Mosca ha temporaneamente rafforzato il controllo alle frontiere con l’Ucraina.

Ma non solo, ha bloccato anche l’importazione del popolarissimo cioccolato Roshen, prodotto in Ucraina e mangiatissimo nei paesi dell’ex Urss.

Un assaggio delle ritorsioni che Mosca destinerebbe a Kiev in caso di un avvicinamento a Bruxelles.

Ma i confini di quella che sembra una guerra commerciale sono mobili: è così che Mosca estende le proprie ritorsioni a repubbliche vicine, come la Lituania, bandendo l’importazione di latticini lituani con il pretesto di voler tutelare i propri consumatori.

Nerijus Maciulis, Swedbank:

Ecco le motivazione per quest’economista:

“Le ragioni dietro l’embargo non possono essere economiche, perché le esportazioni lituane coprono meno dell’1% del mercato alimentare russo. Per cui si tratta di ragioni politiche. Potrebbero esserci i più svariati motivi, come l’eventuale firma di un accordo di associazione tra l’Unione europea e l’Ucraina o potrebbe essere dovuto ai negoziati della Lituania con Gazprom”.

Il presidente Lituano, la signora Dalia Grybauskaite lo scorso settembre denunciava forti pressioni sull’Uraina per evitare il suo avvicinamente all’Unione.

La Lituania è stata la prima repubblica sovietica a proclamare l’indipendenza nel 1990.