ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Esuberi ad Arcelor Mittal. Si uccide perché condannato alla disoccupazione

Lettura in corso:

Esuberi ad Arcelor Mittal. Si uccide perché condannato alla disoccupazione

Dimensioni di testo Aa Aa

Condannato alla disoccupazione, si è dato la morte. E a due anni esatti dall’annunciata chiusura degli alti forni per cui lavorava.

Autore del gesto disperato, un dipendente dello stabilimento Arcelor Mittal di Liegi che, in una lettera affidata a un amico e sindacalista, accusava i vertici dell’acciaieria di “avergli tolto tutto”.

“Ho provato a restituirgli la lettera, ma non ha voluto – racconta il delegato della FGBT Frédéric Gillot -. La chiusura dello stabilimento lo faceva soffrire molto, ogni volta che ci incontravamo, che veniva qui o che toccavamo l’argomento”.

Ancora adolescente al suo ingresso in fabbrica, dopo 31 anni di servizio l’uomo era destinato a perdere il posto, come suoi altri 2.000 colleghi dello stabilimento belga per cui lavorava.

“Si era parlato di creare dei gruppi di sostegno – dice Robert Rouzweeuw; presidente della Federazione Belga del Lavoratori, FGBT – . Seguire tutti si è però rivelato impossibile”.

La direzione dell’acciaieria si è detta profondamente toccata dall’accaduto, rifiutandosi tuttavia di fare ulteriori commenti. La Federazione Belga dei Lavoratori dal canto suo accusa: “E’ stato assassinato dalla politica di tagli di Arcelor Mittal”.

xxxxxxxxxxxxxxxxxxx

(2) Condannato alla disoccupazione, si è dato la morte. E a due anni esatti dall’annunciata chiusura degli alti forni per cui lavorava. (7/7)

(7) Autore del gesto disperato, un dipendente dello stabilimento Arcelor Mittal di Liegi che, in una lettera affidata a un amico e sindacalista, accusava i vertici dell’acciaieria di “avergli tolto tutto”.

(18 sot) “Ho provato a restituirgli la lettera, ma non ha voluto – racconta il delegato della FGBT Frédéric Gillot -. La chiusura dello stabilimento lo faceva soffrire molto, ogni volta che ci incontravamo, che veniva qui o che toccavamo l’argomento”. (10/15)

(33) Ancora adolescente al suo ingresso in fabbrica, dopo 31 anni di servizio l’uomo era destinato a perdere il posto, come suoi altri 2.000 colleghi dello stabilimento belga per cui lavorava. (11/13)

(46 sot) Robert Rouzweeuw, President of FGTB Union at Arcelor Mittal Liège :

“Si era parlato di creare dei gruppi di sostegno – dice Robert Rouzweeuw; presidente della Federazione Belga del Lavoratori, FGBT – . Seguire tutti si è però rivelato impossibile”. (5/6)

(52) La direzione dell’acciaieria si è detta profondamente toccata dall’accaduto, rifiutandosi tuttavia di fare ulteriori commenti. La Federazione Belga dei Lavoratori dal canto suo accusa: “E’ stato assassinato dalla politica di tagli di Arcelor Mittal”. (14/15)