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Rehn: Europa preoccupata per le ricadute di un fallimento Usa

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Rehn: Europa preoccupata per le ricadute di un fallimento Usa

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“Prima i leader europei agiranno, prima il mercato e la gente potranno tornare ad avere fiducia”. Parola di Barack Obama. Eravamo a giugno del 2012

Neanche un anno e mezzo dopo tali dichiarazioni la situazione si è ribaltata e tocca ad Olli Rehn avvertire Washington.

Sotto la lente della Commissione europea, a quattro giorni dalla scadenza, le conseguenze di un eventuale default tecnico statunitense.

“È molto importante che gli Stati Uniti riescano a superare questo stallo fiscale”, ha detto il commissario agli affari economici e monetari.

“Altrimenti, potrebbe avere conseguenze potenzialmente drammatiche sull’economia reale e ramificazioni negative dentro all’ancora nascente ripresa in Europa”.

Sul tavolo dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri delle finanze dei Paesi della zona euro, il braccio di ferro che va in scena al Congresso americano.

Se repubblicani e democratici non troveranno l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito entro il 17 di ottobre, il Tesoro americano potrebbe presto trovarsi nell’insolita veste di debitore insolvente.

A parte un certo nervosismo, però, finora sui listini non ci sono state particolari conseguenze.

La prospettiva, dicono gli esperti, non è nemmeno contemplabile e l’accordo, magari in extremis, arriverà. “In pratica – spiega Michael Ingram do BGC Partners – il mercato nel complesso pensa che il risultato di un default sul debito negli Stati Uniti sarebbe così catastrofici per il sistema finanziario globale che semplicemente non accadrà e quindi non vale la pena prenderlo in conto”.

La questione preoccupa anche la Banca centrale europea, in vista del vertice di mercoledì.

È proprio dall’Eurotower, principale artefice della sopravvivenza dell’euro, che avvertono: un rallentamento americano colpirà l’Europa, primo partner commerciale. Crollerà la domanda per i nostri prodotti e, con il tonfo del dollaro e l’euro forte, diventeranno anche più costosi.