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Nucleare iraniano, primo round di negoziati sotto presidenza Rouhani

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Nucleare iraniano, primo round di negoziati sotto presidenza Rouhani

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È arrivato il momento della verità per la controversa questione del nucleare iraniano. Un nuovo round di negoziati si apre a Ginevra, ma con una differenza: il nuovo Presidente, Hassan Rouhani, si è impegnato a risolvere la disputa con l’Occidente una volta per tutte.

Le aspettative per un nuovo corso sono alte, ma è escluso che il Paese rinunci alle proprie riserve, potenzialmente utili a scopi sia civili che militari. A chiarirlo, uno dei negoziatori capi, Abbas Araghchi:

Abbas Araghchi, negoziatore iraniano sul dossier nucleare

“Non accetteremo che l’arricchimento dell’uranio venga sospeso, neanche per un giorno. Il processo di arricchimento non è negoziabile, mentre saremo flessibili su quantità e livelli. La nostra linea rossa è che non spediremo all’estero il nostro materiale nucleare. Non siamo d’accordo, per diverse ragioni; neanche un grammo di uranio abbandonerà il nostro Paese”.

Eppure, in qualche modo l’elezione di Rouhani dovrà segnare una svolta nella controversia ormai decennale. La scelta dei cittadini alle urne è ricaduta su questo moderato anche per la speranza di allentare la tensione con le potenze internazionali, e mettere fine alle sanzioni europee ed americane.

Dopo l’impegno in campagna elettorale, il neo Presidente ha chiarito il suo pensiero davanti all’Assemblea dell’Onu, dove a settembre si è detto certo che qualunque dossier, compreso quello nucleare, potrà essere risolto sulla base della collaborazione e del compromesso.

Nel passato, ogni nuovo tentativo di dialogo si è concluso in un’atmosfera di sfiducia reciproca, accuse e controaccuse. Perché questa volta dovrebbe essere diverso, è cambiata la politica, l’atteggiamento, o solo il Presidente? Lo chiedo al dottor Naser Hadian, Professore di relazioni internazionali all’Università di Teheran. Professore, cos‘è cambiato?

Naser Hadian
Tutto è cambiato: il Presidente, la politica, l’attitudine.

euronews
Ma il governo a cosa è disposto a rinunciare? Che cosa accetterà in cambio dell’allentamento delle sanzioni?

Naser Hadian
Tendenzialmente vogliamo conservare le potenzialità di quello che abbiamo ottenuto.

euronews
A cosa si riferisce esattamente?

Naser Hadian
Abbiamo acquisito la conoscenza e la tecnologia necessarie all’arricchimento dell’uranio e quelle per l’intero processo di combustione.

euronews
A quale scopo?

Naser Hadian
I vantaggi sono diversi, e tra questi va compreso il valore della deterrenza, che ritengo importante.

euronews
Deterrenza contro chi?

Naser Hadian
Contro potenziali nemici. Non posso indicarle precisamente chi, perché amici e nemici possono cambiare col tempo. Gli interessi invece rimangono gli stessi, o sostanzialmente gli stessi.

euronews
Se non possedete le armi, significa che avete solo una certa quantità di uranio arricchito; è un programma incompleto, che non può avere nessun effetto di deterrenza..

Naser Hadian
Ma gli altri sanno che abbiamo il potenziale. E se vogliamo abbiamo le conoscenze e le tecnologie.

euronews
L’Iran ha cambiato la sua posizione verso le potenze internazionali e l’Ayatollah Khamenei ha deciso di “perseguire un’eroica indulgenza con l’Occidente”, cito testualmente. Questo non ha minato alla base l’identità della rivoluzione?

Naser Hadian
Come dicevo, sul programma nucleare sono ottimista, penso che si troverà una soluzione. Al contrario, sfortunatamente non lo sono affatto per quel che riguarda il rapporto tra Iran e Stati Uniti. Inveire contro uno Stato non costa niente, mentre impegnarsi a migliorare la relazione in entrambi i Paesi ha un costo non indifferente, implica notevoli sforzi. Per questo sono pessimista, anche se non escudo che una soluzione del dossier nucleare possa avere delle ricadute favorevoli anche sulle relazioni bilaterali. Potrebbe generare un’atmosfera con un dinamismo proprio, e questo dinamismo potrebbe aiutare nel rapporto con gli americani.

euronews
Ci sono delle potenti fasce d’opposizione..opposizione al nuovo Presidente e alla sua politica. Fino a che punto possono contribuire a impedire questo nuovo corso?

Naser Hadian
Sicuramente possono farlo, sono gruppi potenti, non tanto in termini di numeri, quanto per le risorse di cui dispongono. Se il Presidente Rouhani non riuscirà ad ottenere dei risultati concreti a breve, potrebbero mobilitarsi per impedire i tentativi di migliorare il rapporto con gli Stati Uniti.

euronews
Quindi ci sarà una grande divisione all’interno dell’amministrazione?

Naser Hadian
Dipende. Se il miglioramento delle relazioni porterà dei benefici tangibili, allora queste forze saranno in una posizione più difficile.