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Deformi per il talidomide. Al via il processo spagnolo

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Deformi per il talidomide. Al via il processo spagnolo

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Giustizia per malformazioni dovute a un farmaco assunto dalle loro madri.

E’ quanto reclamano a Madrid le vittime del talidomide, al primo processo spagnolo contro la tedesca Grünenthal.

Migliaia i casi di focomelia imputati in tutto il mondo al farmaco, negli anni ’50 e ’60 prescritto in 46 paesi per sedare le nausee durante la gravidanza.

Dopo aver rifiutato un risarcimento da 120 milioni di euro, le circa 180 vittime spagnole ne chiedono oggi 204.

“Mia madre è affranta da quanto è accaduto – dice una di loro -. Tiene tutto per sé e non vuole parlarne. Oggi potrebbe quindi essere un grande giorno per lei. Arrivati a questo punto non so più cosa attendermi. Ma spero nella giustizia, giustizia per tutti”.

Grünenthal nega, ma l’associazione delle vittime accusa: non solo in Spagna avrebbe continuato a commercializzare il talidomide anche dopo il suo ritiro da altri paesi, alla fine del 1961. Ma si sarebbe anche astenuta dal mettere in guardia dai suoi devastanti effetti collaterali.