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Lampedusa: 3.000 dollari per il viaggio della morte, "libici ci sparavano addosso"

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Lampedusa: 3.000 dollari per il viaggio della morte, "libici ci sparavano addosso"

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3.000 dollari per il viaggio della morte, gli spari da una motovedetta libica, il naufragio. Tanti che non sapevano nuotare, bambini dispersi in mare.

Sono i primi racconti di chi era a bordo del barcone naufragato venerdì nel Canale di Sicilia. Almeno 400 persone, secondo i superstiti a fronte di 206 migranti tratti in salvo.

La mattanza non ferma i viaggi verso l’Italia: sabato altri quattro barconi sono stati soccorsi a largo di Lampedusa. Centottanta persone sono state tratte in salvo dalla Marina italiana, 255 dalla Capitaneria. Il centro di accoglienza, che ospita 784 profughi, è al collasso.

Nelle stesse ore iniziavano ad essere imbarcate le oltre 300 bare delle vittime del naufragio del 3 ottobre. Saranno portate a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Si muove anche Malta che ha accolto 146 superstiti. Tra loro il presunto scafista, un cittadino tunisino che è stato arrestato.

Il Mediterraneo sta diventando un cimitero, dice il premier maltese Joseph Muscat e il Presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, annuncia l’avvio di una missione militare di pattugliamento.

A Lampedusa non è stato possibile neanche sistemare gli ultimi corpi, perché l’hangar dell’aeroporto trasformato in camera ardente è stracolmo. Le nuove vittime sono sistemate in camion frigorifero.