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Siria:Human Rights Watch accusa l'opposizione

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Siria:Human Rights Watch accusa l'opposizione

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Human Rights Watch accusa l’opposizione siriana di crimini contro l’umanità.

Secondo un’inchiesta portata a termine dall’ONG, almeno 190 civili sono stati uccisi lo scorso 4 agosto, tra le vittime, 67 sarebbero state sottoposte a una vera e propria esecuzione.

L’offensiva è stata lanciata in 10 centri abitati della provincia di Lattaquié, feudo degli alauiti, la minoramza cui appartiene Assad.

L’ONG ha raccolto 35 testimonianze, tra queste anche quelle di sopravvissuti, come quest’uomo.
Che quel fatidico 4 agosto, si è dato alla fuga, lasciando in casa moglie e figlio.

I ribelli non hanno avuto pietà e li hanno uccisi.

Hassan Shebli:

“Qui ci sono le macchie di sangue e qui le tracce dei proiettili”.

Sul muro la firma del Fronte al-Nosra, gruppo jihadista affiliato a al Qaida.

Stando a Human Rights Watch, 20 gruppi di ribelli hanno partecipato all’operazione per conquistare i villaggi, poi ripresi dalle truppe governative.

L’Ong ha individuato 5 gruppi principali responsabili degli attacchi della scorsa estate.

Lama Fakih, Human Rights Watch:

“Gli abusi, il coordinamento degli attacchi, dimostrano che queste violazioni si sono verificate in maniera sistematica.
Per questo motivo, possiamo parlare di crimini contro l’umanità.
Combattenti dell’opposizione sono arrivati hanno ucciso tutti gli adulti maschi che hanno incontrato. E tutti coloro che hanno cercato di scappare, compresi donne e bambini”.

Sempre secondo Human rights watch 200 persone, in maggioranza donne e bambini, sarebbero ancora ostaggio dei ribelli. L’organizzazione chiede al Consiglio di sicurezza dell’Onu di ricorrere al Tribunale penale internazionale.