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Al Kazenergy Forum il futuro del panorama energetico mondiale

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Al Kazenergy Forum il futuro del panorama energetico mondiale

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In che direzione va il mondo dell’energia? Il tema è stato uno dei più discussi al Kazenergy Euroasian Forum, evento internazionale svoltosi ad Astana, in Kazakistan.

Negli ultimi anni la geografia della domanda di petrolio è cambiata: la crescita economica in Asia e nei Paesi dell’ex Unione Sovietica ha trainato il fabbisogno.

L’anno scorso l’Agenzia internazionale dell’energia predisse che nel 2013 i Paesi emergenti avrebbero superato per la prima volta le nazioni industrializzate.

“Il continente asiatico, incluso il Medio Oriente, oggi sta diventando consumatore netto di petrolio”, spiega il ministro kazako per il Petrolio e il Gas Uzakbay Karabalin.

“Tenendo conto del livello di consumi previsto e possibile in Cina e in India – aggiunge – l’Asia diventerà un consumatore imponente e molto importante. In questa situazione, il Kazakistan ha riconosciuto la propria responsabilità nei confronti della comunità internazionale per garantire una fornitura di energia stabile ai nostri partner”.

Anche l’offerta di risorse sta mutando. Con l’esaurimento delle riserve le aziende sono costrette a sforzi di esplorazione sempre più complicati.

Progetti di questo tipo includono le formazioni di scisto negli Stati Uniti, le sabbie bituminose canadesi o il sito offshore di Kashagan, in Kazakistan.

Per lo sfruttamento di tale giacimento petrolifero, una delle scoperte più importanti degli ultimi trent’anni, i gestori hanno dovuto costruire delle isole artificiali al posto delle piattaforme a causa delle inospitali acque del Mar Caspio settentrionale.

I costi di sviluppo, dai 7 iniziali, sono lievitati fino a quasi 37 miliardi di euro. Ma, secondo uno dei membri del consorzio internazionale dietro al progetto, la francese Total, sono costi ragionevoli.

“Se si guarda ai costi complessivi si può vedere dove finiscono i soldi, viste le complessità tecniche e la difficoltà di lavorare sui fondali del Mar Caspio settentrionale”, dice spiega Michael Borrell, Senior Vice President dell’azienda petrolifera.

“L’obiettivo ora è potenziare la produzione fino alla capacità massima raggiungibile con la prima fase e cominciare a pensare a come accrescere la produzione da lì in poi con progetti a margine, come una compressione aggiuntiva per le iniezioni, e quindi le successive fasi di sviluppo”, conclude.

L’esaurimento delle riserve di gas e petrolio presenta nuove sfide anche dal punto di vista ambientale e il settore energetico non può voltarsi dall’altra parte.

Secondo Ivan Sandrea, analista di Ernst & Young, le compagnie petrolifere stanno comunque facendo passi avanti per risolvere le problematiche sociali, logistiche e ambientali derivate dagli ultimi sviluppi del settore, ovvero le perforazioni nell’Artico, i giacimenti sottomarini e le sorgenti di petrolio e gas non convenzionali.

“L’industria petrolifera – sottolinea Sandrea -sta sicuramente facendo progressi nel migliorare la sua interazione con l’ambiente e nel cercare di produrre idrocarburi più sicuri. Anche se, in un’attività industriale di questo tipo, ci saranno sempre incidenti e problemi. In generale, le statistiche sulla sicurezza del settore in materia di ambiente sono di certo migliorate negli anni e mi aspetto che continuino a migliorare”.

Le compagnie, aggiunge il vice presidente dell’associazione KazEnergy Jambulat Sarsenov, dovrebbero utilizzare le risorse per sviluppare tecnologie ecocompatibili prima che intervengano cambiamenti nel mercato: “Dobbiamo sviluppare nuove tecnologie”, sostiene.

“I metodi più avanzati un tempo considerati fantasia oggi stanno diventando realtà – aggiunge – Grazie ai prezzi alti del petrolio possiamo investire in progetti costosi, in questo momento, perché ora abbiamo le risorse per comprare i migliori strumenti e imparare a utilizzarli. Se i prezzi domani cadranno, le tecnologie rimarranno ferme”.

“Insomma, le nuove sfide per l’industria globale dei carburanti richiedono nuovi approcci, specialmente da parte dei produttori di petrolio”, conclude da Astana la corrispondente di Euronews Natalia Marshalkovich. “Devono reagire a tali sfide in maniera rapida per mantenere per mantenere il proprio posto in un mercato in cambiamento”.