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Libia: sequestro di Zeidan, vendetta per blitz Usa

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Libia: sequestro di Zeidan, vendetta per blitz Usa

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I manifestanti che lunedì protestavano a Bengasi contro l’arresto di Abu Anas Al-Liby avevano preannunciato azioni eclatanti.

Ma anche il governo si era detto contrario al blitz con cui, la settimana scorsa, un commando americano aveva prelevato l’esponente di al Qaida Nazih Al Ruqai – meglio noto come Abu Anas al-Libi – ritenuto la ‘mente’ degli attentati del 1998 alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania.

Il premier, incontrando la famiglia di al-Libi, aveva assicurato che il governo avrebbe garantito i diritti dell’arrestato che, attualmente, si trova su una nave americana nel Mediterraneo per essere
interrogato da Cia e Fbi. Le autorità libiche si opponevano inoltre alla volontà statunitense di processarlo a New York.

Tutto sembrava smentire l’ipotesi di un accordo tra i due Stati prima del blitz, finché il segretario di Stato americano John Kerry non ha dichiarato che il governo libico era al corrente dell’operazione. Proprio ciò che gli islamisti rimproveravano al premier Ali Zeidan.