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Libia: il primo ministro Zeidan dopo il sequestro, "agiamo con calma"

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Libia: il primo ministro Zeidan dopo il sequestro, "agiamo con calma"

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Un appello alla calma per evitare lo scontro con le milizie armate. Il primo ministro libico Ali Zeidan – tornato al lavoro con i membri del governo dopo il breve sequestro di giovedì mattina – ha esortato il Paese ad affrontare il problema “con saggezza”.

Il rapimento mette in luce il difficile equilibrio del governo. I responsabili potrebbero essere ex ribelli che rispondono agli ordini dei ministeri della difesa e dell’Interno.

Zeidan ci ha tenuto a rassicurare anche gli stranieri in Libia. “Quanto successo è soltanto il risultato di una situazione politica complicata”, ha detto, “gli stranieri non sono presi di mira”.

La “cellula operativa dei rivoluzionari” – che in un primo momento aveva rivendicato il sequestro definendolo un arresto chiesto dalla procura generale – attraverso il suo portavoce ha poi ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Non c‘è stato nessun mandato d’arresto, aveva fatto sapere la procura generale. Resta dunque da capire quale dei numerosi gruppi che dalla caduta di Gheddafi non hanno voluto cedere le armi sia riuscito a entrare nell’hotel di Tripoli dove risiede il primo ministro, uno dei luoghi più sicuri del Paese.