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Greenpeace: accuse di Mosca infondate e fabbricate

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Greenpeace: accuse di Mosca infondate e fabbricate

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Il Direttore Esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo scrive a Vladimir Putin per chiedere un incontro urgente a Mosca dopo che l’Ong ha negato con fermezza le nuove accuse mosse agli attivisti detenuti a Murmansk.

Si aggrava dunque la posizione dei 28 militanti e dei due giornalisti che il 18 settembre, dopo un’azione di protesta contro una piattaforma di Gazprom per le trivellazioni nell’Artico, sono stati arrestati. All’accusa di pirateria si è ora aggiunta quella di detenzione di stupefacenti e di materiale passibile di uso militare. Accusa infondata secondo Greenpeace ma che apre l’inquietante via al reato di spionaggio.

Intanto si moltiplicano le manifestazioni per chiedere la liberazione degli ambientalisti, come quella di ieri a Parigi con un blitz alla sede di Gasprom dove è stato affisso uno striscione.