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Turchia. Fine del bando del velo islamico nei pubblici uffici

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Turchia. Fine del bando del velo islamico nei pubblici uffici

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La fine di un’assurda restrizione per il governo filo-islamico. Un passo indietro nel cammino verso la laicità dello Stato secondo l’opposizione.

La revoca del bando del velo islamico e della barba per gli uomini negli uffici pubblici entrata in vigore in Turchia non poteva non scatenare la discussione in un Paese nel quale l’anima laica e quella islamica sono in conflitto permanente.

“Un divieto doloroso che ha causato sofferenze alle famiglie di tanti giovani è finito. Un’epoca di oscurantismo è finita” ha detto il Premier Receep Tayyip Erdogan.

Il divieto di esporre i simboli dell’Islam era uno dei pilastri della Repubblica laica fondata nel 1923 da Ataturk. Un reale impedimento secondo una residente di Istanbul:

“Con le precedenti norme chi indossava il velo riceveva un avvertimento e poi, entro un certo periodo di tempo, un richiamo formale. Ufficialmente nulla di più. Ma in realtà c’erano conseguenze più serie”.

L’opposizione laica vede nella nuova norma, parte del pacchetto di interventi che nelle intenzioni del governo puntano alla democratizzazione del Paese, una nuova islamizzazione.

“Non va bene per niente” commenta un’altra abitante di Istanbul. “Come si fa ad immaginare ad esempio una dipendente pubblica che porta il velo? Non è stata la decisione giusta. Sono del tutto contraria”.

Il passaggio è tuttavia avvenuto in maniera piuttosto indolore, senza le forti contrapposizioni che si erano invece scatenate, 4 anni fa, quando il divieto del “turban”, come viene chiamato in Turchia, era caduto per le studentesse universitarie.