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Azerbaigian al voto, Aliev verso la conferma tra silenzio, repressione e brogli

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Azerbaigian al voto, Aliev verso la conferma tra silenzio, repressione e brogli

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Nessuna sorpresa nell’urna. Il presidente azero Ilham Aliev si avvia verso la terza elezione consecutiva e nuovamente con un plebiscito. Le stime a seggi ancora aperti gli attribuiscono oltre il 90% dei consensi, ben al di sopra di quanto ottenuto nelle due precedenti consultazioni. L’opposizione è al 6%. Nulla di nuovo in una campagna elettorale svoltasi nel silenzio dei media nazionali, controllati dal governo e caratterizzata dalla repressione del dissenso e dalle denunce di manipolazione del voto.

Leyla Yunus, Istituto per la pace e la democrazia: “I brogli cominceranno subito dopo la chiusura dei seggi. Prima ci saranno i cosiddetti “caroselli”, molte persone soprattutto nel settore pubblico hanno ricevuto un foglio già compilato, con l’ordine di restituire quello in bianco, dopo avere votato, per non essere licenziati. Ma ci sono anche altre modalità, le stesse regole per votare non verranno rispettate”.

Ma le accuse rischiano ancora una volta di cadere nel vuoto nonostante la presenza di osservatori europei. I Paesi occidentali sono molto attenti a tenere buoni rapporti con l’Azerbaigian, che con le sue enormi risorse di petrolio e gas, è anche un paese strategico come corridoio per il trasporto d’energia verso l’Europa.