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Violenze e insegnanti in piazza: il Brasile si infiamma

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Violenze e insegnanti in piazza: il Brasile si infiamma

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La violenza torna a esplodere in Brasile, durante le proteste degli insegnanti.

Come già la scorsa settimana, a Rio de Janeiro gli attacchi si sono diretti soprattutto contro il Consiglio Municipale, che aveva dato il via libera a un piano di ristrutturazione del corpo insegnante.

La polizia è intervenuta con i lacrimogeni per disperdere gruppuscoli minoritari che, infiltrata la protesta, avevano dato luogo a violenze e saccheggi.

A fare le spese della guerriglia urbana anche un autobus che è stato incendiato e diverse banche prese d’assalto, come anche a San Paolo.

In oltre 10.000, durante la giornata, avevano colorato le strade di Rio de Janeiro, aggiungendo alle rivendicazioni degli insegnanti quelle di un incremento delle spese sociali.

“Il governo ha i soldi per portare in Brasile i Giochi Olimpici e la Coppa del Mondo di calcio – dice una manifestante -. Ma dove sono i soldi per l’educazione, la sanità e il resto?”.

“Dobbiamo unire le nostre forze per schiacciare i corrotti – le fa eco un’anziana signora -. I nostri non sono politici, ma ladri, canaglie”.

Slogan contro una corruzione accusata di uccidere la democrazia hanno accompagnato le rivendicazioni degli insegnanti: un aumento salariale dall’attuale equivalente di 8 euro l’ora, quanto chiedono per porre fine a uno sciopero che dura ormai da quasi due mesi.