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Nude all'università. In Ungheria la protesta delle "infradito"

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Nude all'università. In Ungheria la protesta delle "infradito"

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Le infradito come strumento di lotta. E’ l’insolita protesta di un’università ungherese, che a un rigido codice di abbigliamento decretato dal rettore ha risposto… spogliandosi.

Asciugamano intorno alla vita e canottiera, la divisa da spiaggia che da giorni ostenta un drappello di studenti dell’ateneo di Kaposvar, a circa 200 chilometri da Budapest.

A sposare la protesta è anche qualche docente, che ammette di aver spesso indossato tenute “leggere”. “Ritengo davvero folle – dice Virág Csapó – che con le temperature che abbiamo nelle aule, ci si debba coprire dalla testa ai piedi”.

Un nudo integrale sotto lo sguardo delle telecamere, la protesta da lei stessa inscenata la scorsa settimana con un gruppo di studenti. Tutti vestiti di soli libri, contro un no a minigonne, scollature accentuate e trucco pesante, che il rettore Ferenc Szávai invece difende nel nome del rispetto reciproco.

“L’Università presta un servizio pubblico – dice – Quello che sigliamo è una specie di contratto che prevede responsabilità condivise. Non solo da noi, ma anche da studenti e insegnanti. Siamo una microsocietà, in cui ci si rispetta anche adottando l’abbigliamento appropriato”.

“E’ ancora incerto a che cosa porterà questa protesta – dice Andrea Hajagos, una delle nostre giornaliste a Budapest -. Certo è però che domani questi studenti torneranno in aula. E forse, vestiti e con delle scarpe ai piedi”.