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Malala si racconta. In un libro la sua sfida ai taleban

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Malala si racconta. In un libro la sua sfida ai taleban

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Uscita mondiale per l’autobiografia di Malala Yousafzai, alla vigilia del primo anniversario dell’attentato che le è quasi costato la vita. Il volume racconta il percorso di questa ragazza pakistana, oggi sedicenne, il cui nome circola tra i favoriti per l’assegnazione del premio Nobel per la pace.

Erum Malik, residente di Islamabad: “Oggi, Malala è diventata la portavoce della lotta affinché l’istruzione sia un diritto garantito a tutte le donne nel mondo”.

Cliente in libreria: “Una parte della società considera Malala un simbolo, non solo per il suo impegno a favore dell’istruzione, ma anche per la resistenza contro l’oppressione”.

Simbolo suo malgrado, la vita di Malala ha rischiato di spegnersi il 9 ottobre 2012, quando i taleban attaccarono il suo scuolabus, ferendola al collo e alla testa, insieme ad altre sue compagne.

La solidarietà internazionale e un gruppo di medici britannici hanno fatto il miracolo: a luglio Malala ha festeggiato il suo compleanno con un discorso appassionato davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dicendo che sono sufficenti un bambino, un insegnante e un libro per cambiare il mondo.

Oggi vive a Birmingham, dove è regolarmente iscritta a scuola. I Taleban non hanno rinunciato al progetto di assassinarla, ma Malala vede chiaro nel suo futuro e ci legge la politica: per rendere l’istruzione obbligatoria e cambiare il suo paese.