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Azeirbaigian: elezioni dall'esito scontato

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Azeirbaigian: elezioni dall'esito scontato

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Grattacieli che si ergono verso l’infinito, sfrigolano nel luccicchio degli hotel e delle boutique di lusso.
Tutto sembra maestoso a Baku.

È il frutto della manna petrolifera, che rappresenta il 70% dei proventi derivanti dal petrolio e dal gas.
Una manna usata anche in strada, dove alla vigilia delle elezioni in molti sanno già chi votare.

“Sono di madrelingua russa e vivo bene quisono felice. Chiaramene voterò per l’artefice di tutto questo”.

“Votiamo per questa vita, per questo presidente perché vediamo il successo dell’Azerbaigian sia sul piano internazionale che interno”.

“Voteremo per la persona giusta, capisce bene per chi”.

Basta una cifra per spiegare tutto questo: tra il 213 e il 2012 il pil per abitante è passato da 626 euro a 5774. Un aumento straordinario, unico al mondo.

A raccogliere i frutti di questo successo, Iliam Aliev, presidente dal 2003, quando succedette al padre Heydar.
Allora si pensava che Aliev fosse un uomo di transizione che avrebbe assicurato una svolta nel Paese.
Nel 2008 invece viene rieletto, anche se osservatori occidentali contestano il voto e nel 2009 cambia la Costituzione che limita la presidenza a soli due mandati.

I supporter di Alijev, anche i più giovani si mostrano carichi di energia e quasi invincibili.

Questa volta l’opposizione si è presentata dietro un solo candidato, Jamil Hasanly, l’unione potrebbe fare la differenza ma sembra difficile sbaragliare il clan del vincitore.

Il presidente è così sicuro di sé che non ha partecipato a nessun dibattito elettorale e l’opposizione ha condotto una campagna elettorale moscia e all’insegna di frasi vere ma vecchie:

Jamil Hasanly:

“Oggi in Azerbaijan non c‘è democrazia e il governo non vuole che si tengano libere elezioni , non c‘è un clima democratico in questo Paese”.

Le manifestazioni degli oppositori si sono moltiplicate, Aliev finora si è nascosto dietro promesse di future riforme per migliorare gli standard di democrazia.

Per il momento gli attivisti dei diritti dell’uomo denunciano arresti degli oppositori.