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Strage di Lampedusa: "Volti straziati", il racconto dei sommozzatori

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Strage di Lampedusa: "Volti straziati", il racconto dei sommozzatori

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Ogni minuto che passa aumenta il numero delle vittime di Lampedusa. Il mare continua a restituire i corpi dell’ennesima strage dei migranti, oltre 200 i cadaveri recuperati fino ad ora. Le ricerche vanno avanti dentro il barcone a 50 metri di profondità nel punto in cui giovedì all’alba si è inabissato. Al suo interno sono ancora intrappolati centinaia di somali ed eritrei. I sommozzatori cercano di estrarli per riportarli in superficie. I corpi sono ammassati nel relitto, un’immagine indelebile, di grande commozione per i subacquei:

“Sono stato più di un’ora lì sotto accanto ai corpi. Era difficile guardare i loro volti, le loro espressioni straziate, le loro mani protese nella richiesta di aiuto. È molto difficile,” ha raccontato Riccardo Nobile, della squadra sommozzatori di Palermo.

“Durante la fase di imbracatura, mi sono trovato con il volto di uno di loro, un giovane, accanto alla mia maschera, era come se mi stesse chiedendo aiuto” – è la testimonianza di Antonio, altro sommozzatore.

L’Italia chiede aiuto all’Europa. Oltre 30mila i migranti arrivati sulle coste quest’anno. A Lampedusa mercoledì ci sarà il presidente della Commissione Europea Barroso. Nell’agenda di Bruxelles c‘è il problema di una governance comunitaria di flussi imponenti di migranti tra Africa, Medio Oriente ed Europa. 20mila sono morti in venti anni nel tentativo di raggiungere l’Europa.