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Raid Libia e Somalia. Kerry: inseguiremo i terroristi ovunque

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Raid Libia e Somalia. Kerry: inseguiremo i terroristi ovunque

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La mente degli attentati in Kenya e Tanzania che fecero oltre 200 morti secondo gli Stati Uniti. Un cittadino libico come tutti gli altri per la famiglia.

Il raid messo a punto da Washington a Tripoli, in Libia, ha consegnato nelle mani della giustizia Nazih al Ragye meglio noto come Anas Al Libi, ricercato sin dal 1998 dagli Usa con l’accusa di aver progettato gli attacchi alle ambasciate statunitensi di Nairobi e Dar es Salaam.

“È ovvio che il rapimento di mio fratello è stato un atto di pirateria da parte di una potenza straniera” dice Nabeh Al Ragye. “Avrebbero dovuto presentare una richiesta al governo libico e processarlo qui. Non è diverso da ogni altro cittadino libico”.

L’operazione di intelligence è stata effettuata dalle truppe speciali americane con l’appoggio di Fbi e Cia. Sul raid in Somalia, finalizzato alla cattura del leader di Al Shabab Ikrima, cala invece il silenzio stampa del Pentagono. Sul terreno lo stesso commando della Navy Seals che uccise Bin Laden. Ma sulla sorte del ricercato non sono state diffuse notizie precise. Dall’Indonesia il Segretario di Stato Americano John Kerry ha commentato:

“Questi militanti di Al-Qaeda e di ogni altra organizzazione terroristica possono scappare ma non possono nascondersi. Continueremo a consegnarli alla giustizia”. A 15 anni dagli attacchi, “non è mai troppo tardi” ha concluso Kerry.