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Il Parlamento europeo voterà la controversa riforma del tabacco

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Il Parlamento europeo voterà la controversa riforma del tabacco

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In arrivo il pachetto della discordia. Martedi’ i deputati europei dovranno decidere se i nuovi pacchetti di sigarette avranno il 75% della superficie ricoperta da avvertimenti e immagini esplicite sui danni del fumo. Ma contro la riforma della direttiva tabacco, che prevede anche la messa al bando delle sigarette al mentolo e di quelle slim, si è scatenata un’agguerrita compagna delle lobby.

Secondo documenti filtrati alla stampa, Philipp Morris ha impiegato 161 lobbisti. Hanno organizzato incontri con oltre 230 deputati europei. Spese presunte: oltre 500.000 euro in un anno.

Karl-Heinz Florenz, eurodeputato tedesco del partito popolare europeo:
“Sono un membro del Parlamento da tanto tempo. Non ho mai visto una simile pressione. La loro strategia è stata molto complessa e scaltra”

I parlamentari verdi si sono visti arrivare per posta pacchetti di sigarette o di tabacco. Il gruppo dei verdi li ha consegnati al Presidente del Parlamento europeo Schulz, insieme ad richiesta formale di rivedere il codice di condotta dei deputati. Spiega Carl Schlyter, eurodeputato svedese: “L’obiettivo della nostra lettera al Presidente è di accertarci che il Parlamento applichi la convenzione internazionale per il controllo del tabacco, sottoscritta dall’Unione Europea. Secondo la convenzione i deputati non dovrebbero incontare membri dell’industria del tabacco, se non strettamente necessario. E comunque tutto deve essere trasparente.”

Proprio per mancanza di trasparenza nelle relazioni con l’industria del tabacco l’ex commissario alla salute John Dalli era stato costretto alle dimissioni l’anno scorso. Secondo Luk Joossens della Lega europea contro il cancro “L’unico obiettivo delle accuse contro Dalli era di ritardare l’approvazione della direttiva dopo le elezioni europee del 2014, per posticipare o cancellare del tutto la riforma”.

Euronews ha contattato Philip Morris ma si sono rifiutati di rispondere alle nostre domande. Difronte alle pressioni dei lobbisti, 16 paesi europei hanno chiesto un accordo sulla riforma in tempi rapidi.