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Bruxelles: una partita contro gli operai-schiavi in Qatar

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Bruxelles: una partita contro gli operai-schiavi in Qatar

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Una partita di calcetto per denunciare la pessima situazione lavorativa degli operai in Qatar. Davanti allo stadio Re Baldovino, a Bruxelles, una rappresentanza dei sindacati ha sfidato una squadra formata da militanti di associazioni per i diritti umani. La scelta di un match non è casuale: nel 2020 l’emirato ospiterà la Coppa del Mondo e nel Paese si stanno già preparando le infrastrutture.

“Ogni giorno – spiega Sharan Burrow, Segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati – muore un lavoratore. Stiamo dicendo ai governi di agire. I diritti dei lavoratori, le loro vite, devono essere più importanti del denaro che il Qatar sta investendo nel vostro Paese”.

La partita, seguita da una manifestazione, ha messo in imbarazzo la Fifa. La Federazione internazionale, che per motivi climatici potrebbe spostare i mondiali nel periodo invernale, da più parti è accusata di aver scelto il Qatar meramente per ragioni economiche.

“Noi, come Federazione Calcio Belga, sosteniamo – aggiunge il presidente François De Keersmaecker – l’appello dei sindacati. I lavoratori in Qatar devono poter svolgere il loro lavoro nelle migliori condizioni possibili”.

Lo scorso anno le associazioni di categoria hanno ricevuto più di 7000 denunce da parte di lavoratori maltrattati o rimasti feriti. Secondo la Confederazione Internazionale dei Sindacati (che raggruppa i rappresentanti di 165 Paesi) almeno 4000 operai potrebbero perdere la vita nei cantieri allestiti per la Coppa del mondo prima del calcio d’inizio.