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All'Ucraina serve un prestito internazionale. Il nodo tariffe gas

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All'Ucraina serve un prestito internazionale. Il nodo tariffe gas

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Momento gelido per l’economia ucraina: nel 2013 la Banca mondiale prevede crescita zero.

La crisi economica globale e gli scontri commerciali con la Russia pesano sulle esportazioni di Kiev, la quale (specialmente dopo l’ultimo downgrade di Moody’s) fatica a trovare finanziatori.

Anche il prestito da 11 miliardi di euro del Fondo monetario internazionale sembra essersi arenato.

“Questo sostegno economico è conseguenza diretta dalle tariffe del gas domestico e del teleriscaldamento molto basse”, spiega alla corrispondente di Euronews Qimiao Fan, responsabile dell’area Bielorussia, Moldavia e Ucraina dell’organizzazione di Washington.

“Perché – prosegue – quando non si riesce a rientrare dai costi nessuno penserà che ha senso investire”.

Il capo della commissione per le tasse e le politiche doganali, però, spiega ai nostri microfoni che il cambiamento non può avvenire dall’oggi al domani.

“Le riforme nel settore energetico non si possono fare in modo rapido”, dice Vitaliy Khomutynnik del Partito delle Regioni.

“E non è possibile alzare le tariffe domestiche – afferma – quando la popolazione non è in grado di pagarle”.

Il problema è che il costo medio delle forniture di gas, in Ucraina, è tra i più alti d’Europa. Per mantenere i prezzi bassi il Paese spende il 7% del Pil in sussidi, un modello alla lunga insostenibile.

Le speranze, ora, si concentrano sui benefici dell’accordo commerciale con l’Unione europea che dovrebbe (salvo imprevisti) essere firmato al vertice di novembre.