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Lampedusa: pescatori contro la Guardia costiera "troppo lenta"

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Lampedusa: pescatori contro la Guardia costiera "troppo lenta"

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A Lampedusa l’altro volto della tragedia dei migranti è quello dei pescatori di fronte alla richiesta disperata di aiuto. “Chi è in pericolo va soccorso: è la sola legge valida in mare,” dicono i pescatori.

Ad arrivare per primo sul luogo del naufragio è stato Vito Fiorini, proprietario dell’imbarcazione Gamar, che oggi polemizza con la Guardia costiera. “Loro sono i bravi, sono quelli che hanno salvato il mondo e le vite. E noi siamo gli idioti che abbiamo messo a bordo 47 persone, che volevamo continuare a prendere queste persone e si sono rifiutati di trasbordare su una barca di una certa importanza, si sono rifiutati perché il protocollo non lo permette. Non so se vi rendete conto vedere il mare che ribolliva di persone, di gente che chiedeva aiuto.”

Dal porto dell’isola siciliana il grido di dolore dei pescatori è anche per le spese con le quali devono fare i conti, come spiega uno di loro: “Le barche le buttano in mare, sono venti anni che faccio questo mestiere, dove ho lavorato non posso lavorare più perché ci sono questi relitti in mare, ogni volta che tiro la rete ci sono dai cinquecento ai mille euro di danni.”

Corone di fiori in acqua sono state deposte dai pescatori di Lampedusa che questa mattina hanno sfidato il mare grosso per rendere omaggio alle vittime del 3 ottobre, almeno 111 i morti, mentre 170 sono ancora dispersi. “Questo”- hanno detto i pescatori – “è anche il nostro dramma.”