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L'Ue all'Ucraina: graziate Timoshenko

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L'Ue all'Ucraina: graziate Timoshenko

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La leader dell’opposizione ucraina
Yulya Timoshenko promette che non chiederà asilo politico se le sarà concesso di curare in Germania l’ernia del disco per la quale è
ricoverata in stato di detenzione in un ospedale di Kharkiv da
quasi un anno e mezzo.

Lo fa sapere la stessa ex premier in un messaggio letto in una conferenza stampa a Kiev dal suo avvocato Serghei Vlasenko:

“Yulya Tymoshenko insiste sulla riabilitazione legale e politica, ma si rende conto che il suo caso è un discrimine nei rapporti fra Kiev e l’Unione europea. In questo senso è pronta ad accettare un compromesso”.

L’Unione europea ha chiesto all’Ucraina di concedere la grazia. Sulla questione Kiev obietta che l’esponente dell’opposizione è imputata in diversi procedimenti che non possono essere tutti cancellati con un colpo di spugna.

Dice Volodymyr Oliynyk, parlamentare del Partito delle Regioni, il partito del presidente Viktor Yanukovich:

“Fino a quando questi altri problemi non saranno risolti è difficile per il presidente arrivare alla grazia. Né in Ucraina, né in un altro paese del mondo troverete un precedente in cui la persona è stata graziata per una condanna, pur essendo imputata in altri procedimenti penali”.

La scarcerazione dell’ex lady di ferro ucraina sembra uno dei requisiti indispensabili per la firma di un accordo di associazione e
libero scambio tra Ucraina e Unione Europea che Bruxelles ha congelato da tempo, ma che potrebbe essere siglato a fine novembre a Vilnius.

La leader dell’opposizione ucraina è stata condannata a sette
anni di reclusione nel 2011 per abuso di potere per un
controverso contratto per le forniture di gas russo siglato nel
2009, quando era premier. Bruxelles ritiene che si tratti di una sentenza politica.