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Israele non crede alla "apertura" pro-Usa di Teheran

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Israele non crede alla "apertura" pro-Usa di Teheran

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Non è piaciuto per nulla a Israele ed a Beniamin Netanyahu il colloquio fra il presidente americano Barack Obama e il suo omologo iraniano Hassan Rohani.

All’Onu il premier israeliano ha ripetuto come, secondo lui, Teheran punti solo a guadagnare tempo per dotarsi di armi atomiche. Arrivando a dire che lo Stato di Israele farà di tutto per difendersi dalle minacce. Anche da solo.

Diplomaticamente paciosa la risposta di Rohani: “Non credo ci potessimo attendere un’altra reazione. Questo dimostra che andiamo nella giusta direzione. Dobbiamo continuare”.

L’opinione pubblica israeliana e la stampa sostengono il premier. Troppo fresche ancora nella memoria, le dichiarazioni violente dell’ex presidente Ahmadinedjad che aveva promesso di cancellare Israele dalla carta geografica.

Dice un israeliano: “Non sono un grande estimatore di Netanyahu, ma il suo discorso è stato perfetto. Sono stato abituato a fare da me nella vita. Quindi, se dovremo difenderci da soli, lo faremo”.

A contribuire a mutare la strategia di Teheran verso “il grande satana americano”, c‘è anche la crisi economica interna, che potrebbe travolgere la repubblica islamica. Israele però, non è intenzionato ad abbassare la guardia.