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USA: già bloccate le attività dei servizi "non essenziali"

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USA: già bloccate le attività dei servizi "non essenziali"

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Chiuso per paralisi politica. Negli Stati Uniti lo “shutdown” pesa già sulla società.

Le attività dei servizi “non essenziali” si sono fermate: dai musei ai parchi nazionali, a gran parte delle agenzie federali, incluso alcuni uffici della Nasa. È il frutto di un’insanabile frattura politica tra repubblicani e democratici.

“Devo tornare a casa e starci probabilmente per un po’ – dice una lavoratrice a Washington, Jan Goodwin – Non so per quanto tempo non lavoreró. Ho la profonda sensazione che il Congresso non abbia fatto il proprio lavoro”.

L’inquietudine tra i cittadini è palpabile. Il ricorso ai soldi accantonati sembra essere l’unica soluzione per molti lavoratori.

“Sto usando tutti i miei risparmi per pagare il mutuo, le bollette e le tasse scolastiche di mia figlia – Paul Sacker, precisa un lavoratore di un’agenzia statale – I repubblicani e i democratici devono fare di più. Dovrebbero capire davvero gli sforzi che ogni giorno il cittadino americano medio deve fare, lavorando per sopravvivere. Non credo che lo sappiano e sono tutti colpevoli”.

Mentre le transenne bloccano le entrate davanti a monumenti storici come il Lincoln Memorial o la Statua della Libertà, il presidente Obama ha firmato una legge per assicurare che le forze armate e i dipendenti del Pentagono continuino a ricevere gli stipendi.