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Fiducia al governo, con Berlusconi e senza certezze

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Fiducia al governo, con Berlusconi e senza certezze

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235 “sì” e 70 “no”, Enrico Letta ottiene la fiducia anche da Berlusconi, la crisi ha un’apparente fine e la Borsa saluta con entusiasmo.
Il voto di fiducia al Senato si è concluso, si passa alla Camera dove l’esito è ancor più scontato.
Enrico Letta quindi continuerà ad essere a capo del governo, le dimissioni dei cinque ministri in quota PdL, già respinte dal premier, rientreranno.

La mossa di Silvio Berlusconi, volta a nascondere la frattura in seno al partito, non consente ora al governo di sapere davvero su quale maggioranza possa contare.

Tantopiù che a giorni, sempre in Senato, si voterà sulla decadenza di Berlusconi. E c‘è chi sospetta lo scambio tra la sopravvivenza del governo e quella politica di Silvio Berlusconi.

Resta poi da vedere se e come si ricomporranno i gruppi parlamentari, se davvero si formerà un nuovo centro. In serata si riuniranno i dissidenti del PdL, per decidere sulla formazione di gruppi autonomi. Sono però già molti quelli che hanno già detto di voler restare nel PdL, e si potrebbe assistere quindi a una scissione frazionale, non in grado di chiarire lo scenario.

Il rischio reale, come ha sottolineato il centrista Pierferdinando Casini, è che tutto rimanga come prima.