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Turchia: le comunità curde bocciano le riforme annunciate da Ankara

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Turchia: le comunità curde bocciano le riforme annunciate da Ankara

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Si è espressa direttamente nelle strade la delusione della comunità curda in Turchia. A Dyarbakir decine di migliaia di persone hanno respinto come insufficiente il pacchetto di riforme presentate da Ankara. Le misure che avrebbero dovuto rilanciare il processo di pace tra governo e PKK non rispondono alle aspettative dei curdi.

“Con questa manifestazione – ha dichiarato Emine Ayna, parlamentare del partito curdo BDP – abbiamo dimostrato che l’unico pacchetto di riforme che accetteremo sarà il riconoscimento del Kurdistan e la rimessa in libertà del nostro leader Ocalan”.

Nel suo discorso il premier Erdogan ha annunciato la possibilità di studiare il curdo nelle scuole private mentre le comunità chiedono che il diritto venga esteso anche nelle pubbliche. Ma secondo alcuni cittadini sono i primi passi per un cambiamento.

“Apprezzo queste modifiche – sottolinea Tevfik Barut, un cittadino – e credo che le riforme continueranno. Aprono la strada ai diritti civili e alla libertà individuali come il nuovo codice sull’abbigliamento nei luoghi pubblici”.

Ankara ha infatti previsto la revoca del divieto di indossare il velo islamico per le dipendenti pubbliche. Altra modifica del pacchetto definito di “democratizzazione” è l’abbassamento dello sbarramento elettorale per entrare in Parlamento dal 10% al 5%. Una misura che secondo l’opposizione favorirà il partito islamico del premier.