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Le riforme avviate da Papa Francesco

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Le riforme avviate da Papa Francesco

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Fin dalla sua elezione, aveva promesso di agire: sei mesi più tardi, Papa Francesco dà l’avvio alla riforma della Curia romana, con l’obiettivo di introdurre maggiore collegialità.

L’istituzionalizzazione del Consiglio dei Cardinali è già, in sé, una piccola rivoluzione. Formato da otto membri dell’episcopato provenienti da diverse parti del mondo, questo gruppo ristretto è totalmente indipendente da altri poteri costituiti. La sua funzione è di tipo consultivo: di fatto, aiuterà il Pontefice nelle varie funzioni del governo della Chiesa. Così il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: “E’ un lavoro lungo. Non si pensi che la riforma della Curia e tantomeno della Chiesa universale sia una cosa che in tre giorni possa giungere a conclusioni operative”.

L’esigenza di cambiamento è diffusa all’interno della Chiesa: il Conclave di marzo ha offerto l’occasione ai vescovi di esprimere il desiderio di maggiore trasparenza. Una richiesta affermata con maggior decisione dopo gli scandali Vatileaks: intrighi e complotti hanno minato la credibilità della Curia romana, lasciando intravedere un’estesa rete di corruzione.

Iacopo Scaramuzzi, vaticanista di TMNews: “Papa Bergoglio ha un mandato forte. la maggioranza dei cardinali che lo ha eletto al Conclave ha voluto un Papa che cambiasse molte cose, che riformasse la Curia e rilanciasse la Chiesa cattolica”.

Le riforme non possono risparmiare, ovviamente, la Banca vaticana. Martedì, per la prima volta, lo Ior ha riportato i suoi risultati annuali. Un primo passo avanti, per l’istituto che, in passato, a causa della sua opacità, si prestò a divenire una centrale di riciclaggio per la criminalità organizzata.

Oltre a contrastare gli scandali finanziari, il Consiglio dei Cardinali dovrà aiutare il Papa anche a elaborare una strategia efficace per prevenire gli abusi sessuali da parte di membri del Clero. Episodi che continuano a macchiare l’immagine della Chiesa nel mondo.

Ci sono poi questioni pastorali sulle quali Papa Bergoglio ha già iniziato ad aprire il dibattito: dall’annullamento dei matrimoni, alle coppie di fatto, al ruolo delle donne nella Chiesa.

E infine il tema della decentralizzazione: su oltre un miliardo di cattolici, infatti, solo un quarto proviene dall’Europa. Secondo Francesco, è tempo che la Chiesa “Vaticano-centrica” prenda atto di questa nuova realtà.