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La crisi di governo, dai guai giudiziari di Berlusconi ai provvedimenti fiscali

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La crisi di governo, dai guai giudiziari di Berlusconi ai provvedimenti fiscali

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È una crisi che cova in realtà da settimane: c‘è il problema politico, con il centro-destra che parla di mancato rispetto degli accordi di coalizione in materia fiscale; e c‘è il macigno giudiziario, rappresentato dalla condanna in Cassazione per frode fiscale ma più ancora dall’applicazione della Legge Severino, che prevede l’ineleggibilità di chi sia stato condannato a pene superiori ai due anni.

Ne discute la Giunta per le Immunità, al Senato. La decadenza di Berlusconi dovrebbe essere votata nei prossimi giorni, dopo che anche il tentativo di rimandare la questione alla Corte Costituzionale è stato rigettato dalla sinistra. L’ennesima provocazione politica, secondo Berlusconi, che ha finito per staccare una spina forse nemmeno mai completamente inserita.

Secondo Berlusconi sono gli alleati del PD a usare il suo processo ed altri pretesti per far saltare il governo e giocarsi le loro carte al prossimo Congresso del partito; secondo la sinistra è invece Berlusconi ad abusare del ruolo politico per difendersi dai processi.

Problemi politici o giudiziari che siano, il dado sembrerebbe tratto, almeno a giudicare dalle dichiarazioni di Berlusconi: “non c‘è altra strada che andare ad elezioni al più presto”, ha detto, convinto anche dai sondaggi che assicurerebbero al centro-destra la vittoria.

Una vittoria che rischierebbe però di valere poco, se l’equilibrio delle forze in campo dovesse essere sostanzialmente confermato, come dicono i sondaggi, in assenza di una riforma del sistema elettorale. E anche tra i ministri dimissionari del centrodestra non manca chi sottolinea il salto nel buio rappresentato da questa crisi.