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Razzismo, l'Ucraina non ci sta: "Un complotto contro di noi"

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Razzismo, l'Ucraina non ci sta: "Un complotto contro di noi"

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L’Ucraina non ci sta. Sanzionata dalla Fifa per razzismo con una partita a porte chiuse dopo il match giocato a Leopoli contro San Marino, la Federazione di Kiev sta cercando di dimostrare la sua estraneità ai fatti.

Sotto accusa la Fare, un’associazione che si batte contro il razzismo in Europa e che secondo gli ucraini è stata corrotta per penalizzare la corsa della Nazionale verso i Mondiali.

“Da dove venivano quei cori fascisti? Ho visto la partita e non c’era nessuna bandiera fascista. Non riesco a capire”, ha detto un tifoso. Piu’ dure le accuse di Artem Khudoleyev, ultrà della Dinamo Kiev: “Queste accuse arrivano Fare, che cerca solo di fare soldi. Perchè i rappresentanti di questa organizzazione, specialmente in Ucraina, sono infami ed è assurdo averli assunti per controllare quella partita. Loro pensano solo ai loro affari, vogliono ottenere un finanziamento per la loro fondazione e hanno redatto la loro documentazione dopo essere stati corrotti”.

La segnalazione di razzismo è partita proprio dal Fare. L’Ucraina, ancora in corsa per i Mondiali in Brasile, giocherà un match decisivo il prossimo 11 ottobre contro la Polonia. La Fifa ha inoltre squalificato fino al 2018 lo stadio di Leopoli, dove la Nazionale ucraina non ha mai perso.