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Il Consiglio di sicurezza approva la risoluzione sulle armi chimiche

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Il Consiglio di sicurezza approva la risoluzione sulle armi chimiche

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Al palazzo di vetro dell’Onu il Consiglio di sicurezza ha approvato, all’unanimità, la risoluzione che prevede la messa in sicurezza e la distruzione degli arsenali chimici del regime siriano. Tutto questo entro la prima metà del 2014.

Il voto rappresenta una svolta dopo due anni e mezzo di paralisi della comunità internazionale, ma soprattutto un accordo fra Mosca e Washington. Il segretario di Stato americano John Kerry:

“Il mondo, all’unisono, per la prima volta costringe il regime siriano a rispettare degli obblighi costringendolo a distruggere armi usate come strumento di terrore”.

Il documento condanna in termini più forti qualsiasi uso di armi chimiche in Siria, e in particolare l’attacco del 21 agosto scorso nei sobborghi della capitale siriana ascritto alle truppe di Assad.

Il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov ha ricordato l’accordo raggiunto da Stati Uniti e Russia a Ginevra e come l’uso di armi chimiche da parte di qualsiasi parte in conflitto rappresenti una violazione del capitolo 7 della carta Onu che consente l’uso della forza. Un punto assai chiaro nello statuto delle nazioni unite.

In realtà le cose sono più complicate e il documento votato non ricade sotto l’articolo 7. Se il regime di Damasco decidesse di non rispettare gli obblighi, l’uso della forza non sarebbe automatico, ma richiederebbe una nuova risoluzione.

Quanto alla soluzione negoziale del conflitto, tutto è rimandato a metà novembre a Ginevra,
Le ispezioni potranno visitare non solo i siti indicati nella lista consegnata da Damasco venerdì scorso, ma anche qualsiasi altra struttura sospetta.