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Russia: Greenpeace contesta la detenzione dei suoi militanti

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Russia: Greenpeace contesta la detenzione dei suoi militanti

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È un duro colpo per Greenpeace la decisione del tribunale di Murmansk, in Russia, sui 30 partecipanti al blitz contro la piattaforma petrolifera della Gazprom nell’Artico.

Due mesi di carcerazione preventiva per venti attivisti, un fotografo e un videoreporter. Tre giorni di custodia cautelare. per ora, per gli altri 8 arrestati, la cui posizione verrà riesaminata.

Daniel Simons, avvocato dell’organizzazione ambientalista, commenta: “Credo che le autorità abbiano fatto un errore ed è triste vedere che non lo stanno ammettendo. Così persone innocenti che stavano cercando di proteggere l’ambiente per tutti noi, per i russi e per gli stranieri come me, adesso sono in prigione.”

Gli arrestati, che rischiano fino a 15 anni di carcere per pirateria, provengono da 18 Paesi.

Tra loro l’italiano Cristian D’Alessandro, lo svizzero Marco Weber e il fotografo russo Denis Siniakov, che ha affermato di aver solo testimoniato l’assalto.
Per protestare contro la sua detenzione, alcune testate russe non hanno pubblicato foto questo venerdì sulla loro prima pagina.