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Sudan in fiamme. La protesta diventa politica

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Sudan in fiamme. La protesta diventa politica

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La stretta alle sovvenzioni per i carburanti alimenta in Sudan la rivolta contro Omar al-Bashir e bagna il paese di sangue.

Già almeno 27, secondo un conteggio di fonti mediche, le persone che avrebbero perso la vita da martedì, in proteste che sempre più travalicano le originarie motivazioni della protesta.

Il tam-tam di appelli alla libertà e alla caduta del regime ha indotto il presidente Bashir ha ordinare la chiusura delle scuole e a rinunciare al suo viaggio a New York, per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Persa con la secessione del Sud Sudan i tre quarti della sua produzione petrolifera, Khartoum confida nel taglio ai sussidi per i carburanti, per compensare i mancati guadagni.

Ricercato dalla Corte Penale Internazionale
per il genocidio in Darfur, Bashir ne aveva dato notizia domenica.