ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Orrore guerra in scena a Tehran

Lettura in corso:

Orrore guerra in scena a Tehran

Dimensioni di testo Aa Aa

L’instabilità ormai cronica in diversi stati mediorientali riforza i rischi di conflitto. Cosi’ gli artisti si ispirano agli incubi della guerra. Lo hanno fatto due artisti di rango iraniani, lo scrittore Mohammad Charmshir e il regista Reza Haddad che hanno allestito una performance che descrive l’orrore della guerra e le sue catastrofi. Gli artisti hanno portato sul palcoscenico teatrale a Tehran 7 attrici. Gli strumenti della loro performance sono molto moderni.

Reza Haddad, regista:
“Stiamo vivendo in un mondo pieno di ansie di guerra. Siamo tutti preoccupati per l’evenienza di un’altra guerra che sarebbe orribile per noi. Viviamo in un’ epoca in cui i dittatori ci fanno odiare il mondo, è un incubo che non ci abbandona. Cerco di parlare al pubblico di questo tema e con riferimenti non solo al nostro paese perchè mi sembra che il timore della guerra investa tutti. La guerra e le rovine. La guerra in cui i bambini sono le prime vittime. Sono questi i temi della pièce”.

2.31
Negli ultimi tempi le notizie e i cambiamenti in Iran e nel mondo arabo sono stati le prime cose che hanno preoccupato il popolo iraniano.
Piccoli cambiamenti ci sono stati in Iran e nei paesi arabi, anche gli Stati Uniti possono influenzare la vita del popolo iraniano.
Per questi motivi gli artisti iraniani prediligono i temi politici e sociali.

Mohammad Charmshir, autore:
“Viviamo delle preoccupazioni. La realtà di queste preoccupazioni, le nostre analisi intellettuali delle notizie e delle informazioni che ci arrivano dalla cronca, mostrano il pericolo che è davanti a noi. Una grande catastrofe si avvicina. Questo tormento non mi abbandona cosi’ il mio lavoro lo riflette”.

Molti popoli in diverse società conoscono la guerra. Anche se non ne abbiamo una esperienza diretta abbiamo incontrato persone che l’hanno vissuta. La guerra è la nostra storia, è nei nostri monumenti e in televisione. Abbiamo familiarità con le immagini dei corpi straziati, delle case distrutte e le interminabili file di profughi. La guerra sembra una parte inevitabile della condizione umana. Tuttavia la nostra comprensione della guerra cambia. Non siamo andati molto avanti in questo senso. L’arte puo’ servire a cambiare le cose?

Mohammad Charmshir, autore:“Cerco di scrivere su ogni aspetto di questa catastrofe e di modellare le cose in modo che abbiano senso. Condividendo le nostre preoccupazioni col pubblico cerchiamo di individuare un linguaggio speciale, speciali figurazioni, proponiamo disegni diversi e un nuovo modo di mettere in scena le cose con l’obiettivo di mostrare al pubblico in modo veloce questa catastrofe”.

Le elezioni presidenziali di giugno in Iran, con la vittoria dei riformisti, schiudono un paesaggio piu’ clemente nei confronti degli artisti che negli ultimi anni sis erano trovati in difficoltà. Forse torna la speranza.