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"Mimetizzati nel sangue, accanto ai cadaveri". Racconti dal Westgate Mall

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"Mimetizzati nel sangue, accanto ai cadaveri". Racconti dal Westgate Mall

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Fiato sospeso in Kenya, durante i macabri scavi al Westgate Mall.

Coadiuvati da Interpol e team internazionali, gli investigatori sono alla ricerca anche di ulteriori corpi, che sarebbero sepolti nelle macerie del centro commerciale.

A fronte di un bilancio ufficiale di 67 vittime, gli Shebab sostengono di aver ucciso 137 ostaggi. Tra i sopravvissuti, c‘è chi deve la vita a soluzioni estreme.

“Ero accanto a un adolescente che si trovava a terra ferito – racconta una di loro -. Gli assalitori sparavano a caso, a chiunque si muovesse… Erano spietati, disumani. Per salvarmi, allora, ho deciso di fingermi morta e di cospargendomi del suo sangue, di mettermene addosso più che potevo. Ne ho messo sulle braccia, dappertutto. Poi, quando stavo provando a mettermene anche sulle mani ho realizzato che aveva smesso di respirare”.

Traumi per curare i quali la Croce Rossa ha improvvisato un pronto soccorso psicologico, proprio accanto all’obitorio. Ma secondo gli shebab questo è solo l’inizio: un avvertimento, dicono, a Occidente e Kenya, che hanno inviato truppe in Somalia.