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Siria: ispettori Onu di nuovo a Damasco

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Siria: ispettori Onu di nuovo a Damasco

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Gli ispettori dell’Onu sono tornati a Damasco per completare le loro indagini sull’uso di armi chimiche.

La loro inchiesta sui fatti avvenuti il 21 agosto alla periferia della capitale ha confermato l’impiego di gas sarin e, secondo gli Stati Uniti, dimostra che è stato il regime siriano ad usarlo.

La Russia afferma che il lavoro degli ispettori non ha fornito prove inconfutabili e attribuisce ai ribelli la responsabilità dell’attacco.

Il presidente della commissione esteri della Duma, Alexei Pushkov, afferma: “Penso che tutte le parti che aderiscono agli accordi di Ginevra dovrebbero concentrarsi sull’obiettivo del disarmo chimico della Siria. Invece, quando sentiamo certe dichiarazioni degli Stati Uniti, abbiamo la sensazione che non siano molto interessati alle armi chimiche in Siria, ma questo sia solo un aspetto di un’operazione più ampia per deporre il Presidente Assad.”

La distruzione delle armi chimiche non basta nemmeno alla Turchia, come ha ribadito il presidente Abdullah Gül: “Questo conflitto non è cominciato con l’uso delle armi chimiche, né finirà con un accordo per eliminarle. Questa intesa per distruggere l’arsenale chimico siriano non deve consentire al regime di evitare responsibilità per gli altri suoi crimini.”

Gül imputa tra l’altro ad Assad la fuga di oltre 2 milioni di profughi siriani, 200 mila dei quali si trovano ora in Turchia.
Molto più numerosi i rifugiati in Giordania e in Libano, mentre in tutta Europa, dall’inizio del 2013 ne sarebbero arrivati solo 20 mila.