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Putin: "Da Greenpeace atto illegale, ma non pirateria"

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Putin: "Da Greenpeace atto illegale, ma non pirateria"

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Gli attivisti di Greenpeace arrestati per aver abbordato una piattaforma petrolifera russa offshore hanno violato la legge, ma non dovrebbero essere accusati di pirateria.

Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, parlando al Forum internazionale sull’Artico, in corso in Siberia.

“È ovvio che non sono pirati – ha dichiarato – ma formalmente hanno tentato di prendere il controllo della piattaforma. Le nostre guardie non sapevano chi la stesse attaccando sotto le spoglie di Greenpeace. Se pensiamo a ciò che è successo in Kenya, avrebbe potuto trattarsi di qualsiasi cosa.”

I 30 militanti appartengono a varie nazionalità. Tra loro tre russi e un italiano. La loro imbarcazione è stata sequestrata. L’accusa di pirateria comporterebbe pene fino a 15 anni di carcere.

Evgenia Belyakova, attivista di Greenpeace, commenta: “Grazie a Dio c‘è un’alta autorità ragionevole, che ammette che questa accusa non è giusta per un’organizzazione internazionale non-violenta. Tutte le nostre azioni sono non-violente, pacifiche.”

La protesta intendeva richiamare l’attenzione sui rischi ambientali che le perforazioni nell’Artico possono comportare.
Gli attivisti sono stati bloccati da guardie con armi in pugno.