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Kenya, Westgate: il racconto dei sopravvissuti

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Kenya, Westgate: il racconto dei sopravvissuti

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Dopo tre giorni, è finito l’incubo delle persone prese in ostaggio dai terroristi islamici di al-Shabaab nel centro commerciale di Nairobi. I testimoni, sotto choc, raccontato che il commando ha liberato subito i musulmani insieme ad alcuni feriti.

“Ho solo detto loro di lasciarmi stare perché ero ferito”- racconta Syed Ibrahim. “Mi hanno risposto che mi avrebbero mandato via perché mi avevano già sparato.”

Oltre 60 persone rimangono ancora ricoverate in ospedale, come Shameem Marloo che ci tiene a sottolineare che il Kenya non è un Paese violento. “La cosa importante è dire che qui c‘è la pace, dare questa buona notizia. Quello che è successo può accadere in qualsiasi momento, in qualunque paese, come nel Regno Unito, può succedere dappertutto.”

Tra i feriti ci sono anche i bambini, nel Westgate di Nairobi, era in corso una giornata dedicata a loro e organizzata anche da Aleem Manji e sua moglie. L’uomo mette in guardia contro pericolose equazioni. “Questo non è l’Islam – dice. “L’Islam non ha nulla a che vedere con questo. Islam è sinonimo di pace, convivialità, umanità, quello che ho visto qui non c’entra nulla con l’Islam, pensare anche solo per un minuto che queste persone ci rappresentano è sbagliato. Non sarà mai cosi. Per favore, non facciamoli vincere facendo passare questo messaggio.”